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ALICE BEATI

Psicologa | Psicoterapeuta | Specialista in Neuropsicologia

Cos’è la Neuropsicologia?

Quando sentiamo parlare di cervello, spesso pensiamo alla neurologia. Quando invece pensiamo alle emozioni o al comportamento, immaginiamo la psicologia. La neuropsicologia nasce proprio dall’incontro di queste due discipline. È la branca della psicologia che studia il rapporto tra il funzionamento del cervello e il modo in cui pensiamo, ricordiamo, comunichiamo, prendiamo decisioni, regoliamo le emozioni e ci relazioniamo con gli altri. In altre parole, la neuropsicologia si occupa di comprendere come il funzionamento del cervello influenzi le funzioni cognitive, emotive e comportamentali, sia in condizioni di salute sia in presenza di patologie.

Le funzioni cognitive

Ogni giorno il nostro cervello svolge un numero enorme di operazioni. Ci permette di ricordare il nome di una persona, mantenere l’attenzione durante una conversazione, organizzare la giornata, comprendere ciò che leggiamo, trovare le parole giuste, orientarci in un luogo, prendere decisioni, risolvere problemi, pianificare una vacanza e anche riconoscere una persona felice o arrabbiata solo osservandola o ascoltandola. Queste capacità vengono chiamate funzioni cognitive e comprendono:

  • memoria
  • attenzione
  • linguaggio
  • funzioni esecutive (es: pianificazione, problem solving, flessibilità mentale)
  • ragionamento
  • percezione
  • orientamento
  • abilità visuo-spaziali
  • cognizione sociale (es: riconoscimento delle emozioni, teoria della mente)

Le funzioni cognitive non sono indipendenti tra loro, anzi lavorano costantemente in maniera integrata permettendoci di adattarci alle richieste della vita quotidiana.

Cosa succede quando il loro funzionamento cambia?

Alcune condizioni possono modificare la struttura e/o il funzionamento del cervello e, di conseguenza, influenzare le funzioni cognitive. Questo può accadere in seguito a patologie neurologiche, come ictus, trauma cranico, sclerosi multipla, malattia di Parkinson o demenze, ma anche in alcune condizioni psichiatriche, come ADHD, schizofrenia, disturbo bipolare, depressione maggiore e altri disturbi nei quali possono essere presenti difficoltà cognitive.

Le manifestazioni sono molto variabili. Alcune persone riferiscono frequenti dimenticanze, altre fanno fatica a concentrarsi, a organizzare le attività, a trovare le parole o a svolgere contemporaneamente più compiti. In alcuni casi possono comparire cambiamenti nel comportamento, nella regolazione delle emozioni o nelle relazioni con gli altri. È importante ricordare che una difficoltà cognitiva non definisce la persona: rappresenta il modo in cui il cervello sta funzionando in quel momento e può essere compresa, valutata e, quando possibile, trattata.

È proprio in questo contesto che interviene il neuropsicologo!


Chi è il Neuropsicologo?

Il Neuropsicologo è uno psicologo con una formazione specialistica (quadriennale post-universitaria) nello studio delle relazioni tra cervello, cognizione, emozioni e comportamento. Il suo lavoro comprende diverse attività, vediamole insieme!

Valutazione neuropsicologica

Attraverso il colloquio clinico e test standardizzati, il neuropsicologo analizza il funzionamento delle diverse funzioni cognitive. L’obiettivo non è assegnare un voto o “misurare l’intelligenza”, ma comprendere quali abilità risultano conservate, quali sono in difficoltà e come queste influenzino la vita quotidiana della persona. La valutazione può contribuire al percorso diagnostico, monitorare l’evoluzione di una patologia o fornire indicazioni utili per impostare un intervento riabilitativo.

Riabilitazione e stimolazione cognitiva

La riabilitazione cognitiva mira a recuperare, quando possibile, le funzioni compromesse oppure a sviluppare strategie compensative per affrontare le difficoltà nella vita quotidiana. La stimolazione cognitiva, invece, ha l’obiettivo di mantenere attive le capacità cognitive e rallentarne il declino in alcune condizioni cliniche.
Entrambi gli interventi vengono personalizzati sulla base delle caratteristiche e degli obiettivi della persona.

Supporto psicologico

Convivere con una malattia neurologica o psichiatrica significa spesso confrontarsi anche con cambiamenti emotivi, relazionali e pratici, sia per chi la vive, sia per coloro che vi vivono a fianco. In alcuni casi, il trattamento neuropsicologico può prevedere l’integrazione di un intervento cognitivo e di un percorso di supporto psicologico rivolto sia alla persona sia ai familiari/caregiver, aiutandoli ad affrontare l’impatto della diagnosi, i cambiamenti nella quotidianità e il percorso di adattamento.

Una visione integrata della persona

Il cervello non è soltanto un insieme di neuroni, così come la mente non è separata dal cervello. Memoria, attenzione, emozioni, comportamento e relazioni si influenzano continuamente a vicenda. Comprendere una persona significa osservare tutti questi aspetti nel loro insieme. Per questo motivo il lavoro neuropsicologico non si limita ai test cognitivi, ma considera la persona nella sua globalità, integrando gli aspetti cognitivi, emotivi, comportamentali e relazionali, con l’obiettivo di favorire il miglior livello possibile di autonomia, benessere e qualità di vita.

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